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Italia e lo spazio

Traguardo storico per l’Italia, Luca Parmitano è il primo astronauta italiano dell'Agenzia Spaziale Europea che assume il ruolo di comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Classe '76 e colonnello dell'Aeronautica Militare Italiana, è il primo italiano a ricoprire un ruolo così strategico nelle attività del primo avamposto umano nello spazio ed è anche il terzo comandante europeo a guidare la SSI. A cedere il grado di comandante all’astronauta italiano è stato il russo Alexei Ovchinin con una cerimonia ufficiale prima di lasciare la stazione spaziale e tornare sulla Terra.

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Cerimonia di passaggio di comandante

Altri primati di Luca

Non è l’unico primato italiano per l’astronauta siciliano: il 9 luglio del 2013 era stato il primo italiano a effettuare un’attività extraveicolare con 6 ore e 7 minuti di passeggiata spaziale. Primato ottenuto durante la sua prima spedizione sulla Stazione spaziale internazionale iniziata nel 2013. Qualche anno dopo, nel 2018, l’Agenzia spaziale europea l’ha selezionato per le missioni Expedition 60 e 61 insieme a Morgan della Nasa e Skvortsov della Roscosmos. Il lancio verso la Stazione spaziale è avvenuto il 20 luglio 2019.

Camminata spaziale di Parmitano

Le responsabilità del comandante

Il comandante della SSI lo è già prima di partire. Secondo il Codice di condotta dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale, è colui che deve sovrintendere anche all'addestramento e verificare che tutti i requisiti e la preparazione dei colleghi soddisfino le caratteristiche richieste. Nello spazio ha il compito di mantenere unito il gruppo, sovrintendere le operazioni di bordo e comunicare con i direttori di volo a Houston, mantenere l’armonia e l’equilibrio nella collaborazione tra i membri dell’equipaggio per far sì che la missione venga completata con successo. È un ruolo importante e delicato, è inoltre il responsabile della loro sicurezza e incolumità. Coordina le operazioni in caso di emergenza. Anche dopo la fine della missione in orbita, una volta tornati a terra, il comandante deve assicurarsi che gli altri astronauti portino a termine tutte le attività richieste.

Morgan della Nasa, Skvortsov della Roscosmos e Parmitano dell'ASI

Gli esperimenti italiani

Passeranno più di sei mesi a bordo della SSI, svolgendo vari esperimenti e attività di manutenzione. Questi saranno gli esperimenti made in Italy dell’Agenzia Spaziale Italiana, che si svolgeranno in orbita:

Xenogriss, spedirà in orbita dei girini di Xenopus per capire se e come le condizioni spaziali di microgravità influenzino i processi di accrescimento e rigenerazione. 

Acoustic Diagnostic cercherà di capire, tramite un confronto tra prima, durante e dopo, se l’udito degli astronauti sia in qualche modo influenzato dalle condizioni di microgravità e dal rumore a bordo. 

NutrIss, dedicato a comprendere come le missioni a lungo termine nello Spazio possano influenzare la composizione corporea. Registrando i pasti consumati a bordo via tablet. Potranno permettere di elaborare programmi appositamente per la salute degli astronauti in orbita e una volta a casa, ma potranno tornare utili anche per scongiurare problematiche per i pazienti immobilizzati.

Amyloid Aggregation mira a comprendere se l’accumulo di peptidi possa essere influenzato dalla microgravità e quindi rappresentare un rischio per gli astronauti, caratteristica di alcune patologie, come l’Alzheimer.

Lidal è un esperimento dedicato ad aiutare la comprensione sugli effetti delle radiazioni durante le missioni spaziali, così da contrastarli.

Mini-Euso è un telescopio dedicato al monitoraggio delle emissioni ultraviolette, sia di origine terrestre che cosmica.

Luca Parmitano

Altri esperimenti 

La gran parte di questi esperimenti servono a capire come comportarsi e cosa fare in futuro. Questo vale tanto per la salute degli astronauti che per gli aspetti tecnici.

Analog-1 è un tentativo per prepararci a quando dovremo manovrare rover sulla superficie lunare o marziana. Grazie a un esperimento di telerobotica, Luca controllerà un rover attraverso lo scenario di Lanzarote. La simulazione comprenderà anche la raccolta di campioni e il loro rilascio a un lander.

In Biorock, avvalendosi di un cubo chiamato Kubik, è possibile riprodurre diverse condizioni di gravità. Cercando di capire come si comportano alcuni microrganismi quando queste condizioni cambiano, prestando attenzione in particolare alle capacità di estrazione, dei microbi. Questa capacità di minatori potrebbe essere utile durante le future missioni spaziali

Grip e Grasp, sfruttando un casco per la realtà virtuale, faranno alcuni test per studiare il modo in cui il cervello impara a manipolare gli oggetti nello spazio. I risultati potrebbero essere utili anche per migliorare l’efficienza delle protesi.

L’Advanced Closed Loop System serve a risparmiare la quantità di acqua spedita sulla SSI, usata per la produzione di ossigeno. è montato all'interno del Life Support Rack, pensato per riciclare l’anidride carbonica presente sulla stazione e usarla per la produzione di ossigeno, attraverso uno stadio intermedio che prevede la produzione di metano e acqua.

L'esperimento Biorock

Non solo esperimenti

Lassù Parmitano però non si dedicherà solo a esperimenti scientifici. Lo si vedrà impegnato nelle attività di manutenzione. Durante il periodo della sua missione è prevista la più complessa serie di attività extra-veicolari mai effettuate nella storia. Serviranno a riconfigurare l’esperimento Alpha Magnetic Spectrometer, cacciatore di antimateria e materia oscura. Cinque sono le extra-veicolari in programma per rimettere in sesto AMS nello spazio.

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