Proverbi o verità? Il fascino della Candelora in Italia

Un’antica festa pagana viene trasformata in una festa cristiana, "la Candelora", ma mantiene ancora l'originario legame con il mondo naturale, tanto da essere connessa dalla tradizione popolare alla capacità di prevedere il clima

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La Candelora - Festa cristiana che si celebra il 2 febbraio - Foto credit: Foto di S. Hermann & F. Richter da Pixabay

La presentazione di Gesù al Tempio

Il 2 febbraio cade la festa cristiana detta della Candelora, o della Presentazione del Signore al Tempio, o anche della Purificazione di Maria, in quanto, secondo l’usanza ebraica, una donna, dopo aver partorito un figlio maschio, era considerata impura a causa del sangue mestruale per 40 giorni. Dopodiché doveva presentarsi al Tempio per essere purificata. Inoltre, se si trattava del figlio primogenito, come nel caso di Gesù, questo era consacrato a Dio, e 40 giorni dopo la sua nascita, i genitori si recavano al Tempio per offrire un sacrificio al fine di riscattarlo. Così, esattamente 40 giorni dopo il 25 dicembre, il 2 febbraio, si ricorda la presentazione di Gesù al Tempio.

All'entrata del Tempio, il saggio Simeone riconosce il bambino come “luce per illuminare le genti”. E proprio come simbolo della luce divina, in questo giorno si benedicono per tutto l'anno le candele e i ceri, che si ritiene abbiano il potere di scacciare gli influssi maligni. Ecco spiegato il singolare nome della festa, perché candelarum in latino significa appunto “delle candele”.

In molti comuni italiani si svolgono feste e celebrazioni tradizionali, come quella di Villafranca Tirrena, che ha come protettrice propio la Madonna della Candelora.

In realtà una festa similare esisteva già prima del Cristianesimo, in diverse varianti.

Nel mondo romano il 15 febbraio si festeggiavano i Lupercalia, celebrazioni in cui il dio Luperco avrebbe dovuto purificare la città dai demoni per aprire il passo alla rinascita primaverile. Ancora in epoca cristiana, alla fine del V sec., i festeggiamenti proseguivano, fino a che Papa Gelasio I riuscì a convincere il senato romano a cancellarla, introducendo come festa alternativa, il 2 febbraio, quella della Candelora. Nel 496, inoltre, lo stesso papa stabilì in una data più vicina a quella degli antichi Lupercalia la festa degli innamorati, San Valentino, che da allora cade il 14 febbraio.

Ma anche nel mondo celtico, che nell’antichità riguardava tutta la zona del Centro e Nord Italia, c’era una festa collegata alla luce: Imbolc, che significa “nel grembo”, in riferimento al seno della Madre Terra che custodisce i semi che stanno per germinare. Questa festività celtica ricorreva il 1º febbraio ed era dedicata a Brigit, la benevola dea dal triplice aspetto, che poi, con l’avvento del cristianesimo, si trasformò in Santa Brigida, commemorata esattamente nello stesso giorno.


Inizio della Primavera

In tutte queste feste c’è un riferimento alla fine dell’inverno, alla purificazione e alla rigenerazione per ricevere luce e nuova vita con la preparazione della natura all’imminente primavera. Alcuni proverbi regionali affermano, per esempio, che al tempo della Candelora tutte le galline fanno uova, anche quelle più giovani.

Cadendo proprio nel periodo a cavallo tra la fine della stagione fredda e l’inizio di quella calda, questa festività viene anche collegata alla possibilità di predire il clima che si presenterà nelle settimane successive.

I proverbi sono numerosi e molto vari, tutti espressi in qualche dialetto locale, ma fondamentalmente ci sono due versioni contrastanti. Una, quella forse più famosa e conosciuta, afferma che: «Madonna della Candelora, dell’inverno semo fora. Ma se piove e tira vento, dell’inverno semo drento» (Madonna della Candelora, siamo fuori dall’inverno, ma se piove e tira vento siamo ancora dentro all’inverno). Ossia, se il 2 febbraio c’è brutto tempo, questo continuerà ancora per un po’, alcuni detti parlano precisamente di altri 40 giorni di inverno.

C’è però anche una credenza completamente opposta.

In tal caso i detti affermano che, se il giorno della Candelora il tempo è brutto, allora l’inverno è finito, altrimenti ci sarà ancora da aspettare per la bella stagione: «Per la Santa Candelora se nevica o se plora dell’inverno siamo fora, ma se l’è sole o solicello, siamo sempre a mezzo inverno» (Per la Santa Candelora, se nevica o se piove, siamo fuori dall’inverno, ma se c’è sole o un po’ di sole, siamo sempre a metà inverno). Sicuramente in tali tradizioni discordanti influiscono anche le condizioni meteo locali delle varie regioni d'Italia, molto diverse tra zona e zona. Ma quel che conta di più è che la Candelora in Italia è una festa antichissima, con riti che provengono da tempi lontani, e molto sentita a livello popolare.

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