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Radiologi di Padova nuova tecnica contro il cancro

Lo scorso marzo presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, il Dott. Giulio Barbiero e il Dott. Michele Battistel, radiologi interventisti dell’Istituto di Radiologia diretto dal Prof. Emilio Quaia, hanno operato simultaneamente un paziente per l’asportazione di due tumori localizzati nel fegato e nel polmone mediante ablazione termica a microonde. L’obiettivo di tale procedura è quello di esporre le cellule tumorali ad alte temperature causando la necrosi, ovvero la morte cellulare.


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L’operazione a Padova


La particolarità dell’intervento padovano è stato di aver trattato in contemporanea in un'unica seduta fegato e polmone, in cui la paziente, una donna di 84 anni, aveva rispettivamente metastasi di circa 4 centimetri e 1 cm originate da un tumore al colon, curato. Per primo attraverso una guida ecografica è stata trattata la lesione epatica al fegato. Successivamente attraverso la TAC è stata localizzata e centrata la lesione polmonare. Nella prima parte della procedura, la paziente è stata anestetizzata in maniera più profonda per evitarle dolore a livello epatico. Nella seconda parte, siccome era necessario che la paziente mediante la respirazione aiutasse i medici nella localizzazione del nodulo polmonare, è stata effettuata una anestesia più superficiale che ha permesso ai clinici, sotto guida tomografica con imaging (ECO/TAC), di centrare perfettamente il nodulo polmonare. Hanno collaborato col team interventistico l'équipe di anestesisti e personale tecnico, infermieristico e sanitario. Le due fasi sono durate in tutto circa 1 ora e mezza. Al termine, attraverso una TAC come mezzo di contrasto ha permesso di constatare la devitalizzazione delle metastasi in entrambi gli organi. Nel tempo, queste verranno naturalmente sostituite da tessuto cicatriziale.



Dottori Giulio Barbiero e Michele Battistel


Come funziona


La tecnica è una procedura di chirurgia mini-invasiva che permette di distruggere una massa tumorale di piccola entità (entro i 4-5 cm) bruciandola con il calore senza intervento chirurgico. La procedura prevede che il medico posizioni un sottile ago di calibro 1,5 mm attraverso la cute del paziente fino al centro della massa tumorale. Successivamente il riscaldamento dell’ago può avvenire mediante corrente elettrica o campi magnetici: termoablazione a radiofrequenza se si fa passare all’interno di esso una corrente elettrica ad alta frequenza così da ottenere nelle zone interessate temperature che superano anche gli 80°.


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Nel caso specifico avvenuto a Padova, invece, il riscaldamento è avvenuto tramite microonde che sono state prodotte inducendo campi magnetici all’interno dell’ago, permettendo di superare i 100°. Nel giro di qualche minuto, si verificó la distruzione irreversibile delle cellule tumorali che, non fu necessario rimuovere dall’organismo perché quest’ultimo è in grado di riassorbirle. Solitamente il paziente può tornare alle sue attività normali entro pochi giorni. La procedura può essere applicata a diversi organi tra cui fegato, reni, polmoni e ossa. Risulta anche efficace sia su tumori di tipo primario che su quelli di tipo secondario (metastasi).



ablazione con microonde

I vantaggi


Queste nuove metodiche dimostrano vantaggi in termini di invasività, degenza e costi per il sistema sanitario. I benefici di questa procedura diretta al paziente emergono per la poca invasività dell’intervento, meno doloroso, riduzione del grado di anestesia, rapido, minori rischi di complicanze operatorie, ripetibile in caso di recidive, riduce i giorni di degenza di uno o massimo 2 giorni e il periodo di malattia con diminuzione di costi diretti e indiretti anche a vantaggio del Sistema Sanitario Nazionale. Gli interventi realizzati a Padova in un’unica seduta su duplice organo, si propongono di essere sostitutivi o complementari alla chirurgia tradizionale e ai trattamenti medici in base alle lesioni tumorali. Mostrano un chiaro vantaggio per l’offerta terapeutica. Solitamente è una valida alternativa per i soggetti che hanno un’età avanzata e/o patologie concomitanti che aumentano le probabilità di insuccesso degli interventi tradizionali come chemio e radioterapia che, nel caso specifico di un paziente 84enne, sarebbero stati difficili da sopportare. In alcuni casi permette di trattare e di “salvare” anche organi seriamente compromessi dallo sviluppo della massa tumorale. Esteticamente, nelle procedure eseguite per via percutanea, non rimangono segni evidenti del trattamento (cicatrici). In diversi casi di recidiva della massa tumorale, la procedura può essere ripetuta.



i ricoveri per procedure interventistiche entro il 2020 quadruplicheranno


Prospettiva futura


Le procedure di Radiologia Interventistica grazie all'innovazione e allo sviluppo di oggi, si stanno dimostrando sempre più idonee a un nuovo approccio col paziente, a curare la persona restituendola in tempi sempre più brevi alla sua vita normale. In Italia si stimano 95mila procedure di Radiologia Interventistica l’anno e studi europei prevedono che i ricoveri per procedure interventistiche entro il 2020, quadruplicheranno, ciò ci fa ipotizzare che la Radiologia Interventistica, viste le diagnosi sempre più precoci del tumore, possa rappresentare una risposta concreta per la popolazione. L’Azienda Ospedaliera/Università di Padova diretta dal Dr. Luciano Flor, vuole offrire soluzioni sempre meno invasive che migliorano la qualità della vita.

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