Principato di Seborga. L'ultimo in Italia che lotta per l’indipendenza in pieno XXI secolo!

Una piccola comunità di non più di 400 abitanti che si trova al confine tra l'Italia e la Francia, a 500 metri sopra il livello del mare e con un paesaggio surreale continua, oggi giorno, a rivendicare la propria indipendenza. Oggi vi raccontiamo la storia del Principato di Seborga.


Versione in spagnolo

Perché sostengono la loro indipendenza?

Questo piccolo Principato, che si trova in una posizione strategica, ha una storia antica e piuttosto movimentata. I primi riferimenti a questo territorio si possono trovare nel V secolo a.C., quando gli abitanti delle coste dovettero spostarsi verso l'interno a causa delle incursioni dei pirati saraceni. Da quel momento Seborga passò di mano in mano (entrando a far parte dell'Impero Carolingio di Carlo Magno) fino a quando il signore del feudo all'epoca il Conte di Ventimiglia, il 3 aprile 954 donò il territorio di Seborga ai monaci benedettini del Abbazia di Sant'Onorato di Lerino (che si trova tutt'oggi nelle Isole Lerino), i quali inizieranno ad amministrare il territorio. Ed ecco che troviamo il primo problema: il documento in questione (che è conservato a Torino) è considerato dalla maggior parte degli storici un falso; il che renderebbe questa storia senza senso. Ma, nel 1077, in una disputa tra i limiti dei possedimenti dei monaci e del Conte di Ventimiglia, si trova un documento originale che fa riferimento alla donazione. Pertanto, nel 1079, con l'autorizzazione di papa Gregorio VII, gli abati di Sant'Onorato di Lerino divennero Abati-Principi de Seborga, costituendo il Principato.


Questo importante traguardo non fu la fine della lotta per l'indipendenza poiché la potente Repubblica di Genova non tollerava l'esistenza di un'enclave all'interno del suo territorio, ma al di fuori della propria giurisdizione; il che la porterà ad esercitare pressioni periodiche (sia verso le potenze straniere che verso lo stesso principato) per impossessarsi di Seborga. Oltre a dover tenere d'occhio questo nemico, il Principato soffrì di gravi problemi economici (conseguenza di cattivi raccolti e, soprattutto, l'impossibilità di assicurarsi una propria moneta, i luigini) che spinsero gli Abati all'idea della vendita di Seborga.

Il Principato in vendita

Le trattative furono lunghe e molto agitate (iniziarono nel 1697 e finirono nel 1728) gli interessati furono diversi, tra i quali troviamo anche l'onnipresente Repubblica di Genova, ma alla fine il Principato fu venduto a Vittorio Amedeo II di Savoia (membro della dinastia che avrebbe unificato la penisola) in una cerimonia tenutasi il 30 gennaio 1729 a Parigi.

Qui troviamo alcuni punti molto rilevanti per capire le rivendicazioni dell'indipendenza di Seborga: il primo, è che l'atto ufficiale non è mai stato registrato, quindi non possono dimostrare che sia mai stato celebrato; in secondo luogo, se così fosse stato Vittorio Amedeo II non avrebbe comunque acquistato la sovranità sul principato, ma la possessione del solo territorio divenne come un protettorato; terzo, il pagamento non è mai stato effettuato, quindi la sovranità di Seborga ricade sul suo popolo. Questi sono i punti cruciali con cui il Principato sostiene la sua indipendenza.

Come sta andando la lotta?

Nel maggio '63 gli abitanti di Seborga si riuniscono spontaneamente e liberamente per eleggere il loro principe, che assumerà il nome di Giorgio I, il quale a partire dagli anni novanta inizierà un lungo cammino di rafforzamento delle istituzioni del Principato: riprende la sua vecchia bandiera e lo stemma; proclama una costituzione; e vengono stampati francobolli e targhe ufficiali.

È interessante notare che nel 2005 il giudice della Corte di San Remo ha stabilito che lo Stato italiano non ha alcun tipo di giurisdizione all'interno del Principato di Seborga e quindi dà nuovo rilievo alle richieste di indipendenza. Ma purtroppo sia la Corte Costituzionale italiana che la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo si sono pronunciate contro la sovranità del Principato, sostenendo l'inammissibilità del caso il 12 dicembre 2012.

Principessa Nina Menegatto

E adesso?

Al momento questo piccolo gigante è sotto il regno di Nina Menegatto, la prima donna a presiedere la carica e la lotta sembra essere rimasta nel passato. Ciò che non si può negare e che, è stato dimostrato nel corso dei secoli, è la forza di questo che popolo non si arrenderà e continuerà a rettificare e mantenere la legittimità della propria indipendenza fino a quando non sarà raggiunta.

Non sappiamo ne quando ne come andrà a finire perciò per adesso non possiamo che lasciarci lusingare da queste peripezie storiche che ci invitano ad addentrarci ancor di più nella storia italiana perché se vogliamo andare fino in fondo potremmo incontrare altri gioiellini come il Principato di Seborga.

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