Il San Giovanni Battista di Caravaggio visita Torino. Un'esposizione temporanea per curare l'anima

Dal 25 febbraio, e fino al 30 maggio, i Musei Reali di Torino ospitano il San Giovanni Battista di Caravaggio, collocato nella sala dei pittori caravaggeschi.

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La locandina dell'esposizione temporanea

Il genio milanese

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, ha cambiato per sempre la pittura. È stato uno straordinario innovatore, che ha infranto tutte le convenzioni della sua epoca, e ha usato la luce in un modo assolutamente inedito, introducendo nei suoi dipinti ombre potenti di grande effetto drammatico e profondo impatto emotivo. I suoi personaggi vengono rappresentati in contesti di quotidianità, spesso hanno l’aspetto di modelli popolani (molto diversi da quelli usati dagli altri pittori precedenti e anche contemporanei) e sono profondamente umani. Così, il Battista viene presentato adolescente mentre, nel suo rifugio nel deserto, scruta pensieroso e assorto il buio della caverna dove vive da eremita.


Il Museo e la pandemia

La direttrice dei Musei Reali, Enrica Pagella, spiega come la pandemia di Coronavirus abbia influito sull’attività del Museo e quali risposte si sia deciso di dare.

“Nonostante i mesi di lockdown, i Musei Reali non si sono mai fermati. L’emergenza che abbiamo vissuto e che stiamo tuttora vivendo ha evidenziato la necessità di offrire al pubblico proposte culturali inedite, misurate sulle attuali esigenze di fruizione e di sostenibilità, sviluppate anche in collaborazione con altre realtà nazionali. I Musei Reali si fanno promotori di un costante scambio e confronto con lo scenario nazionale, oggi essenziale per offrire al pubblico nuovi contenuti capaci di moltiplicare le opportunità di conoscenza e di esperienza”.

Per spiegare l’importanza dell’iniziativa proprio nel mezzo della pandemia, la direttrice ha affermato, nell’intervista rilasciata all’ANSA, disponibile nel video allegato, che “rimanere immobili non si può neanche ora, neanche in queste condizioni drammatiche dovute alla pandemia”. E anche:

“Negli ospedali si cura forse di più il corpo, nei musei si cura l’anima, ma corpo e anima sono un tutt’uno inscindibile. Se l’anima è sollevata, anche il corpo sta meglio, e quindi io penso che i musei siano un luogo di conforto in un momento come questo.”

Un'esposizione senza mostra

L’esposizione del San Giovanni Battista a Torino, senza che ci sia una mostra particolare, risponde alla necessità di offrire novità prima di tutto agli abitanti del luogo, che ne sono i principali destinatari, in quanto le limitazioni agli spostamenti impediscono in gran parte l’arrivo di visitatori da altre zone. Per chi è di Torino, e probabilmente ha già visitato i musei, era quindi necessario trovare uno stimolo nuovo, che permettesse di godere delle collezioni da un punto di vista innovativo.

La Galleria Sabauda ha una ricca collezione di pittori caravaggeschi, ma nessun Caravaggio. Ecco perché la possibilità di esporre il San Giovanni Battista del Caravaggio ai Musei Reali di Torino permette di instaurare un dialogo tra le opere, stabilendo un rapporto diretto tra il genio innovatore del capostipite della scuola e tutti coloro che lo hanno seguito, ciascuno a proprio modo e secondo la propria sensibilità.

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