Vaccino Covid-19 pronto in autunno, ma il 41% degli italiani non vuole vaccinarsi

Il gruppo europeo potrebbe avere il vaccino Covid-19 già in autunno, ma un sondaggio rivela che quasi mezza Italia, il 41% per essere precisi, non è intenzionata a vaccinarsi quando sarà possibile.

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La ricerca del vaccino

La ricerca del vaccino al Sars-CoV-2 è una corsa globale che va avanti dall’inizio della pandemia. Il gruppo europeo composto dall’Università di Oxford, l’azienda Irbm di Pomezia e la multinazionale AstraZeneca, dichiara di essere avanti rispetto ad altre nazioni come gli Stati Uniti, con le prime dosi disponibili già in autunno-inverno, e una parte di queste sarà prodotta proprio in Italia.

Il percorso dell’epidemia in Italia potrebbe far pensare che gli italiani stanno attendendo con ansia l’arrivo del vaccino, ma una ricerca guidata dalla Dott.ssa Guendalina Graffigna (Professoressa ordinaria di Psicologia dei Consumi all’Università Cattolica di Milano e direttrice del centro di ricerca EngageMinds HUB) svela una netta divisione di pensiero tra gli abitanti del Bel Paese.

Chi sì e chi no?

Dalla ricerca non emergono particolari divisioni sulla base della professione o dell’età: in generale pensionati e studenti si rivelano meno diffidenti rispetto ad operai e impiegati, ma non in maniera significativa. Quel che divide gli italiani è da ricercare nella psicologia individuale e in quella applicata alla collettività. Risulta infatti che, come dice la Dott.ssa Graffigna, chi è «fatalista nella “gestione” della salute, e ritiene che il rischio di contagio da Sars-CoV-2 sia fuori dal suo controllo, è ancora più esitante rispetto alla possibilità di vaccinarsi». Aggiunge inoltre «decisamente più propensi [al vaccino] della media sono coloro che ritengono che i loro comportamenti abbiano un valore importante per la salute collettiva» mentre «chi ha un approccio più individualista ed egoista nei confronti della gestione della salute e non ritiene che vaccinarsi sia un atto di responsabilità sociale tende ad essere ancora più evitante verso l’ipotesi di un futuro programma vaccinale per Covid-19: parliamo di un 71% contro il 41% del totale».



Dibattito medico, morale, economico

L’analisi dei dati rivela che i numerosi dibattiti medici e, soprattutto, economici che si sono creati intorno al tema del Covid, hanno avuto l’effetto di disorientare le persone portando a una perdita di fiducia nei confronti del vaccino, che viene percepito come inefficace a risolvere il problema. Nonostante la ricerca sia stata effettuata tra il 12 e il 18 maggio, questi dati dovrebbero comunque essere tenuti in conto dalle Istituzioni nelle loro future azioni in quanto è noto che l’immunità di gregge si raggiunge quando il 95% dei soggetti è immunizzato.

Quel che divide gli italiani è da ricercare nella psicologia individuale e in quella applicata alla collettività

Nel frattempo noi speriamo che la ricerca del vaccino del “nostro” gruppo continui a dare risultati positivi e che questo sia in produzione in autunno come programmato. Inoltre, sembra esserci una proposta per renderlo disponibile, una volta pronto, anche per gli italiani all’estero. Se così fosse, voi lo fareste? O fareste parte di quel 41% di italiani che non vuole accedere al vaccino Covid-19?


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